– Vincenzo Graziani, relatore al convegno nazionale di AssoCounseling tenutosi a Rimini il 5 aprile 2025
Scopri il potere della presenza autentica nel counseling e perché, nonostante la nostra era tecnologica, la relazione duale rimane essenziale per il benessere umano.

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Il valore della relazione duale secondo Graziani
In quanto membro di Assocounseling, ho assistito alla brillante presentazione di Vincenzo Graziani alla conferenza nazionale il 5 aprile 2025. Da counselor, filosofo, filologo, psicologo e psicoterapeuta, Graziani ha ridefinito la relazione di counseling come un autentico incontro “da persona a persona”, concetto che trasformo quotidianamente in pratica con i miei clienti.
Ho avuto l’onore di conoscere personalmente Vincenzo sul binario di una stazione, il giorno dopo il convegno. Mi ha colpito la sua giovinezza mentale che contrasta con i suoi anni anagrafici. Ha dimostrato una “tonalità emotiva profonda” quando, riconoscendomi come counselor pur non avendomi mai incontrata prima, mi ha svelato un particolare importante della sua vita. Questo gesto di autentica apertura, questa capacità di creare immediatamente uno spazio relazionale significativo con una sconosciuta, mi ha fatto sperimentare in prima persona ciò che avevo ascoltato nella sua relazione al convegno.
L’eredità di Carl Rogers nella visione di Graziani
Ciò che rende particolarmente preziosa la prospettiva di Graziani è il suo legame profondo con Carl Rogers, psicologo e psicoterapeuta statunitense, figura di riferimento nel campo della psicologia umanistica e dell’approccio centrato sulla persona. Graziani ha avuto il privilegio di essere allievo di Rogers per numerosi anni, assorbendo direttamente dalla fonte quella visione rivoluzionaria che nel 1940 diede origine al counseling come lo conosciamo oggi.
“Focalizzarmi sul vissuto immediato della mia esperienza, stare lì con me stesso e con colui che incontro, nella pienezza dell’incontro stesso” – questo contributo rogersiano risuona nelle parole di Graziani e illumina la mia pratica quotidiana.
L’essenza del dialogo duale
Graziani ci ricorda che “la relazione veramente personale è duale”. Questa dimensione, simile alla primordiale relazione intrauterina, risponde al bisogno umano fondamentale di connessione. Come afferma Graziani: “Non siamo nati soli, tutti hanno bisogno del duale”.
Oltre la tecnica: la relazione diretta
Secondo Graziani, il counseling offre quello spazio relazionale “ridotto al minimo possibile” che permette l’intimità autentica. Nella mia pratica professionale, applico quotidianamente questo principio, creando uno spazio dove “apprendiamo non da qualcuno ma CON qualcuno”.
Il potere trasformativo dell’incontro autentico
Graziani afferma: “L’alterità è il nostro incubo e la nostra bellezza” ed è proprio in questa tensione che risiede il potere rigenerativo del counseling.
Nel processo di accompagnamento, mi affido a ciò che Graziani chiama “Trust the process”, un invito a credere nel valore trasformativo della relazione stessa. Quando Graziani afferma che il counseling “resta una professione in processo storico”, ci ricorda che la nostra pratica è in continua evoluzione, non cristallizzata in tecniche rigide ma viva, dinamica e rispondente ai cambiamenti sociali e culturali.
Come counselor in Analisi Transazionale, trovo profonda ispirazione in questa visione: è nella genuina fiducia nel potere dell’incontro umano – con la sua imperfezione, il suo mistero e la sua potenzialità – che risiede la forza distintiva della nostra professione. Non nelle tecniche o nei protocolli, ma nella danza relazionale che trasforma entrambi i partecipanti.


